Cammeo rosso della cornice sorretto da due putti alati in stucco
Palazzo Talon Sampieri, Bologna

Ercole e Anteo

Un affresco del Guercino nella maturità della sua arte

Il soffitto di Palazzo Talon Sampieri: l'affresco di Ercole e Anteo entro la cornice di stucchi argentati e dorati
Il soffitto affrescato nella sua cornice di stucchi
L’artista

Da Cento a Bologna

Guercino nacque a Cento nel 1591. Il suo talento per la pittura fu chiaro fin dall’infanzia: sviluppò la sua arte lungo tutto il corso del Seicento e venne riconosciuto come uno dei maestri della fase matura e apicale del Barocco.

Lo strano soprannome che si portava cucito addosso derivava probabilmente da una qualche forma di strabismo — che, si dice, potrebbe aver influenzato anche il suo modo di rendere le figure nello spazio.

Si racconta che creò la sua prima opera proprio a Cento, sulla facciata della casa in cui viveva, disegnando a memoria e a mano libera la copia di una stampa che aveva in casa. La famiglia decise allora di assecondare quell’inclinazione precoce, mandandolo a bottega prima dal Bertozzi e poi da Bartolomeo Gennari.

Dal 1609 il giovane apprendista si trasferì a Bologna, dove poté frequentare altre botteghe e soprattutto ammirare le opere che già decoravano chiese e palazzi della città. Una delle sue opere è conservata all’interno di Palazzo Talon Sampieri, ed è oggi visitabile grazie all’intervento dell’Associazione «Amici del Guercino» e alla volontà dei padroni di casa di aprire le porte della loro dimora.

Cosa vedrete

La lotta fra Ercole e Anteo

L’affresco rappresenta Ercole e Anteo colti nel pieno di una lotta cruenta, e venne dipinto dall’artista centese nella piena maturità artistica. Si dice che ormai la sua fama fosse tale che la famiglia lo lasciò libero di decidere tematica e impostazione della decorazione: forse è anche per questo che risulta uno dei suoi affreschi più riusciti.

Il gigante Anteo era figlio di Poseidone e della Madre Terra, e fu invincibile finché rimase a contatto con il suo elemento primigenio. Ercole intuì quale fosse la fonte della sua forza e, per sconfiggerlo, lo sollevò staccandogli i piedi da terra.

Perse immediatamente le forze, e il gigante venne stritolato nel forte abbraccio dell’eroe. È esattamente questa la scena che troviamo sul soffitto del palazzo: Anteo, cosciente di essere ormai sconfitto, tenta ancora un’ultima disperata reazione.

La cornice

Stucchi argentati e dorati

La scena è racchiusa in una cornice di stucchi argentati e dorati, popolata di figure e putti alati che sporgono verso l’osservatore. È parte integrante dell’opera: guida lo sguardo verso il centro e moltiplica la profondità della scena dipinta.

Cammeo su fondo rosso affiancato da putti alati in stucco
Cammeo e putti alati sul lato della cornice
Angolo della cornice in stucco dorato con un putto disteso
L’angolo della cornice, fra oro e argento
Cammeo rosso della cornice sorretto da due putti alati in stucco
Il cammeo con i putti che lo reggono

Vederlo dal vivo

L’affresco si trova in una dimora privata e non è visitabile liberamente. Le visite si concordano di volta in volta.